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Strategie del controllo e dinamiche di sottrazione

[Contributi]

Pensieri in fuga a cura di Rankis Nano (1997) (scritti nella fretta di evadere)

"La tradizione degli oppressi ci insegna che lo "stato di emergenza" in cui viviamo è la regola. Dobbiamo giungere ad un concetto di storia che corrisponda a questo fatto". ( W.Benjamin)

Viaggiando su internet abbiamo scoperto che anche l’arma, fedele nei secoli, a papi duci e re, quella dei carabinieri, ha un sito. Siamo entrati, lo puo’ fare chiunque, ed abbiamo raccolto i dati del "lavoro" svolto durante l’anno 1995. Abbiamo scoperto che in un anno in Italia, solo dai carabinieri, sono state fermate e controllate ai posti di blocco, o in operazioni di altro genere oltre 19 milioni di italiani. Sono state effettuate oltre 219 mila intercettazioni telefoniche, 15 milioni di automobili sono state controllate, sono state denunciate con procedimento giudiziario 5 milioni di persone, sono state sequestrate 139 mila piante di marjuana, sono state effettuate 7 mila ore di controllo dall’alto.

Questa è guerra? Una guerra di uno stato che ha deciso di combattere contro i suoi stessi cittadini per il mantenimento del proprio potere. Una guerra che il potere ha deciso di combattere in mille forme diverse, giustificandola attraverso il parametro ideologico della "sicurezza". Una guerra che si combatte in tanti modi, e come tutte le guerre produce ricchezza e morte. "...Se pensiamo che il traffico di stupefacenti realizza annualmente in Italia un fatturato minimo di 50 mila miliardi, cifra pagata da 200 mila consumatori abituali e 250 mila occasionali, e che questo denaro diviene da capitale illecito, "criminale", a capitale lecito attraverso le banche, le assicurazioni, è indubbio che il tossicodipendente contribuisca in maniera assai profonda e originale, al fatto che l’Italia sia tra i 7 big del mondo. Dunque esso, è un soggetto altamente produttivo, e, tra l’altro un benefattore delle stato." (Primo Moroni) Una guerra quindi in cui è anche stata usata l’eroina come arma per distruggere la generazione seguente gli anni ‘70. L’eroina ha prodotto la figura del "tossico", il tossico è andato in galera. Leggi sulla droga e ancora repressione.

La sicurezza, è uno dei migliori investimenti politici ed economici, come le galere. Gestire un carcere di mille detenuti, o di 5000, è come avere una fabbrica particolare produttiva, a costo zero, di merci e soprattutto di senso. "... Il carcere è sempre stato usato per ricattare, spaventare, tenere sottomesso il popolo, e dove il terrore non arrivava, è servito per torturare, ridurre a larve umane, uccidere lentamente e legalmente tutte le volte che i padroni non avevano la forza di fucilare nelle piazze..."(...) "I carcerati non sono solo sfruttati attraversi il lavoro coatto ma sono truffati anche riguardo al vitto e alle altre spese. I rifornimenti della mensa e le altre forniture sono gestite da ditte private. Tramite la ditta appaltatrice il recluso può comprare quello di cui ha bisogno... (un gruppo di detenuti di Potenza) (...) " Ci sono quotidianamente migliaia di detenuti in traduzione ordinaria o straordinaria sui treni, nelle auto, sulle navi. Ogni giorno migliaia di carabinieri sono impegnati in questo servizio. Oltre ai biglietti del treno, al pedaggio sulle autostrade, alla benzina, vi sono le diarie segnate dai fogli di viaggio" ( liberare tutti i dannati della terra)

D’altronde le leggi e le norme che gli stati hanno istituito non sono altro che un modo di legalizzare lo sfruttamento sul quale si fondano. Per anni è stato giusto e legale ammazzare gli indiani d’america, è stato giusto schiavizzare i neri d’Africa, se sei in guerra è giusto ammazzare per la patria, ancora oggi è lecito uccidere per punire chi infrange le regole della società; negli Stati Uniti sono oltre 3000 i condannati a morte in attesa di esecuzione o "giustizia". "..Se uccidi senza essere autorizzato finisci in carcere...anche per uccidere ci vuole un pezo di carta" (Giovanni Spaziano, carcere di Trani).

Ed è cosi che le leggi sono solo uno strumento del potere per rinchiudere i sudditi negli schemi della produzione e della riproduzione. " La magistratura non è autonoma, rispetto al potere legislativo ed esecutivo. Tale autonomia è impossibile. Quindi la colpa della magistratura non è quella di dipendere dal potere parlamentare, perchè è naturale che lo sia, bensi di non essere altro che un altra faccia del potere..." ( Liberare tutti i dannati della terra). Ed è qui che i processi alle centinaia di compagni dei csoa e non solo si legano ai prigionieri politici degli anni ‘70, allo stato di emergenza continuo. Altro che indipendenza della magistratura. "..Il processo è un regolamento di conti del sistema contro quelli che non stanno al gioco, per punirli, terrorizarli, annientarli, per strappare in questo modo la rassegnazione e l’obbedienza."(liberare tutti i dannati della terra).

D’altronde basta essere in carcere con un dito per essere in carcere con tutto il corpo. Il processo stesso quindi diventa un luogo e un momento della carcerazione preannunciato dalla denuncia che ti arriva direttamente a casa, portata dal poliziotto o dall’ufficiale giudiziario, spesso mentre pranzi. E poi l’avvocato, tentare di capire i reati, l’accusa, la difesa da preparare. L’ansia il giorno del processo. Sei già carcerato. "...Il rituale da seguire: tutto definito nei particolari, come muoversi, come e dove mettersi, come parlare, in che momento preciso. Un meccanismo imposto da persone che lo conoscono a memoria e che gli altri devono seguire, che mette paura, li fa sentire in difesa e già colpevoli in partenza." (liberare tutti i dannati della terra) Ed infine il P.M. , l’accusa, il potere.

Dalla tv alla volante che ti ferma per strada, l’obiettivo è il terrore, è l’imposizione della paura, è l’osservazione dell’altro come ipotetico nemico. E da esso bisogna difendersi. E qui il ruolo dei carabinieri, della polizia, dei vigili urbani, della guardia di finanza, dei vigilantes privati, della polizia militare, dei servizi segreti (non esistono quelli deviati), è fondamentale. Loro sono i soldati dell’esercito di occupazione. Per un carabiniere che gira per la strada, ognuno e’ sospetto. E’ il suo ruolo quello di controllare, quindi osserva con occhio pregiudiziale tutti i possibili sospetti. Lui ha la misura dello scontro perchè è in guerra e di fronte ha i nemici. "...sempre piu’ spesso i proiettili della polizia fanno secca gente che passa, e non perchè sbaglino il bersaglio. Mercenari senza equivoci i poliziotti giocano istintivamente d’anticipo. Sanno che chiunque è il futuro- presente nemico. Se non altro, il poliziotto ha un immaginazione appropriata della partita: le dimensioni generali dello scontro, non gli danno problemi di mira" (G.Cesarano - G.Collu).

E’ quindi una guerra di ampia portata, sottaciuta ma combattuta. E’ una guerra che non esclude nessun mezzo di convincimento. Tutti i giorni dalla televisione, ci dicono di arrenderci. La parola d’ordine è "arrendetevi siete circondati".

Le radiazioni non solo televisive entrano in ognuno\a di noi.

Lo "stato di emergenza" vive nella società che lo impone, quindi vive nei soggetti ai quali la società è imposta. Ieri il problema era il "terrorismo", poi la mafia di Riina, poi c’è l’ultra dello stadio, l’autonomo, il sovversivo, gli zingari che rubano sugli autobus, l’invasione degli immigrati, i disoccupati napoletani, i csoa, i serial killer, i sassi dal cavalcavia... un’ enorme emergenza che giustifica leggi, poliziotti, voti e consensi, al potere che immette terrore e che poi ne trova la soluzione tramite la repressione dei soggetti "terroristi". Ma non solo. L’esercitazione del potere avviene anche tramite l’abbonimento, o meglio la concessione. "...per i proletari che si lasciano divertire dalle passegiate nelle strade, dai piantamenti degli alberi della libertà, dalle frasi sonore da assessore, ci sarà dell’acqua benedetta dapprima, delle ingiurie in seguito, infine la mitraglia, la miseria sempre." (L.A.Blanqi 1805 - 1881).

E questa è una strategia applicata spesso. Un esempio sono i csoa che vengono dipinti come bravi ragazzi quando fanno musica, e teppisti, terroristi, nipotini delle BR, autonomi, quando assaltano la metropoli di Milano.

Le carezze sulla testa sono sinonimo di fregatura.

Forse diviene importante ricreare chiarezza intorno a quelle due parole che sono NOI e LORO. Questa non è la NOSTRA società, è la LORO che ci viene imposta. Certo ci facciamo i conti. E’ importante ristabilire il NOI non come ricerca dell’identità ideologica o di appartenenza a questa o a quella organizzazione. Un noi fatto di millesoggettività, mille esperienze, mille creatività che convergono, che si toccano, che si lasciano per cercarne altre. Come la rete. Non una testa pensante che detta le regole della rete, ma una infinità di nodi che si incontrano, si incrociano, si muovono. La rigenerazione del MOVIMENTO sta proprio nella non staticità, ma nella capacità di essere mobile, in MOVIMENTO. "Move significa propriio cio’ che dice. Movimento, creazione, lavoro, essere attivi ed attive. Ogni cosa in vita si muove. Se non lo fa muore" (Move). L’importanza della rete quindi sta proprio nell’essere orrizzontale e come tante frecce sparare sull’obiettivo. Non una battaglia contro la repressione classica. Ma una lotta di liberazione dalle mille forme in cui si esprime e si esercita una società repressiva. Per l’autodeterminazione.

In fondo "...se l’operaio americano dimentica la propria classe al volante della sua Ford, l’aria che respira lo restituisce alla sua schiavitu’"(G.Cesarano)

Certo bisogna andare per gradi. Ma nulla e’ slegato, ed il nemico se guardiamo bene è molto piu’ visibile di quanto spesso non ci sembra. Anche il nemico che vive in noi. D’altronde se lo "stato d’emergenza" è la regola, siamo tutti prigionieri politici.

"In una realtà del tutto scandalosa, lo scandalo per le contraddizioni parziali diventa connivenza con il potere" (Puzz 1975)

Quindi non cadere nel trucchetto che spesso lo "stato di emergenza" impone, grazie alle sue categorie.

Se lo stato di emergenza e’ una condizione normale in questo tipo di società, questa emergenza per forza di cose ci unisce agli anni ‘70 e ai prigionieri politici. E’ la loro carcerazione, che è ugulae alla nostra. E’ il tentativo di chi ha lottato negli anni ‘70 che ci unisce. "Non misuriamo i nostri successi riferendoci al calendario...non aspettiamo di vedere a tutti i costi un cambiamento drammatico in questo sistema...sappiamo che molti secoli di degenerazione ed imposizione avranno bisogno di altri secoli per essere corretti..."(MOVE)

Eccolo l’elemento di unità. La tradizione degli oppressi. Che non ha una sola data d’origine o un luogo geografico. Non ha calendari da seguire, ma produce ciò che è giusto ora, subito, senza considerare il tempo. Lo teorizza e lo pratica come unico momento. Continuamente, ed allenando la coscienza con la pratica. "...Rivoluzionario significa inizio di nuova vita, rottura storica, sociale, ma anche umana, nostra di ciascuno di noi, del nostro stato sociale, del nostro popolo, di tutti i popoli dell’umanità" (Fiorentino Conti carcere di Perugia 1971). Rivoluzionario quindi in continua trasformazione, al di là delle categorie e delle geografie. La rivoluzione è planetaria. Una rivoluzione quotidiana "La rivoluzione non è una filosofia. Ma un ‘attività" (MOVE).

Altresi è importante porci la questione della memoria come battaglia politica. "Il potere sulla memoria ha dato origine ad aspre lotte sociali e politiche e a continui sforzi da parte dello stato per accaparrare la memoria collettiva. Cosi la produzione dei documenti che devono fornire lo stock e la base della memoria collettiva è il risultato di scelte e di manipolazioni destinato ad imporre al futuro una visione orientata dal passato. Il documento storico non è innocente, esso serve ad avvertire, esso deforma quanto informa, impone un punto di vista durevole, è un documento\monumento." (J.Le Goff) E questo documento oggi è in mano al centrodestra, e al centrodestra di sinistra. Ma non solo. Perchè la forza di questo documento è la pratica. Conflitto oggi, è rivendicazione del conflitto di ieri. Perchè gli anni ‘70 non sono solo stati gli anni della lotta armata e dei movimenti antagonisti in generale, ma sono stati anche gli anni di Paolo Liguori e di Ferrara e di tutti\e quei compagni che oggi sono diventati i pubblicisti, commercialisti, artisti della LORO società. Arricchitisi proprio grazie a quell’esperienza. La pubblicità italiana è tra le migliori del mondo, le frasi ad effetto tipo "Il tempo è creazione", pubblicità dell’orologio citizen è un concetto rivoluzionario espresso dal 1968. Oppure la pubblicità della Fast microsoft che dice: "Rivoluzione della specie- Libero di scegliere Libero di creare" fa parte della rivendicazioni dei movimenti rivoluzionari. Ma la liberazione dello spazio e del tempo sono un punto che potrà liberare gli anni ’70 e quelli successivi e a venire, anche dai vari Gad Lerner? Immaginate a quanta cultura prodotta dai csoa in questi anni è finita in mano ai soliti commercianti...proprio come tanti indiani metropolitani, i creativi degli anni’70, sono finiti a fare i pubblicisti o gli autori di commediucole per la fininvest. Azienda ricchissima di ex settantasettini!!!

Siamo nel 1999. Noi siamo attuali. Prigionieri politici degli anni ‘70, e non. Siamo soggetti vivi. La nostra forza è manifestare queste vite.

"Rassicuratevi, noi non amiamo la morte. Preferiamo sapere che i bambini si amino, che un prigionieri evada, che le banche brucino, che la vita insomma si manifesti". (G.Guillon - Y. Le Bonnier)

Siamo vicini al 2000, e gli anni ‘70 sono stati un momento, si , sono stati una rivoluzione, che ha messo in moto, volente o meno, nel corso della storia degli oppressi, elementi nuovi, concetti totalmente rivoluzionari, per quello che fino ad allora si era conquistato. E questi elementi, non svaniscono con la fine degli anni ‘70. Rimarrano nel dna umano che si troverà ad osservare il mondo e che vorrà esserne protagonista. Per cui anche il concetto di sconfitta è interpretabile. Se fosse una sconfitta, se ci avessero battuto davvero, perchè sarebbero nati i csoa ? Perchè saremmo qui a scrivere, a discutere, a capire, a lottare ? Hanno sconfitto cosa ? E’ altresi vero che "quando una rivoluzione comincia troppo tardi, tutta la merda comincia da capo" (K.Marx 1843), e che noi oggi viviamo una regressione culturale e politica spaventosa, esterna ed interna al movimento. Una regressione che ci pone di fronte anche a situazioni psicologiche nuove. Sembra non esistere piu’ per molti soggetti, l’equazione mondo brutto = trasformazione in mondo bello, non è data. Oggi l’equazione è mondo brutto= chiusura in se stessi. Non conflitto, ma ritirata da tutto ciò che ci mostri quanto è brutto il mondo.

Sconfiggere la paranoia e trovare gli antidoti alle radiazioni che quotidianamente ci dicono di arrenderci e che piano piano sono entate in noi, che ci trasformano, diviene una battaglia soggettiva e quindi collettiva. Ritrovare la capacità quindi di rileggere la società complessivamente al di là delle strategie, del tecnicismo, o della soluzione affrettata, può ridonarci quel NOI capace di osservare la LORO società per sovvertirla quotidianamente. Perchè "dovunque la libertà arretra di un palmo, aumenta di 100 volte il peso delle cose". (R.Vaneigem)

La capacità quindi è quella di ridare forma al sogno. Bene ha fatto Marcos a regalare il Don Chisciotte a Bertinotti. "Il Don Chisciotte è il perfetto e giusto equilibrio fra i due piatti della sua bilancia: la realtà e il sogno" ( J.L.Borges) .

Stare con i piedi a terra, si, ma per spiccare il volo. Per molte e diverse culture tribali "non c’è differenza tra realtà della vita e realtà dei sogni". Ne dei sogni onirici, che fanno parte delle nostre notti, come dei nostri giorni. La notte non siamo altri soggetti, siamo sempre noi. Cosi come i sogni non sono lontane illusioni, ma vive e reali possibilità. Se siamo qui, e pensiamo cosi, è perchè, anche in minima parte abbiamo assaporato quei sogni, li abbiamo visti, toccati, sentiti, mangiati, vissuti.

"Finchè la rabbia che acceca non ridia la vista, l’estraniazione non affratelli gli estranei, lo schermo mostri il suo inganno, l’occhio il suo vetro. La vita vuol vivere, i fuochi dei proiettori non la potranno mai bruciare. Sarà reso a Cesare quel che è di Cesare: ventitre pugnalate."

 

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