Presenza internazionale in Palestina - primavera 2002

Corrispondenze dai territori occupati


28 marzo 2002 - ore 15.00

Le notizie di queste ultime ore non promettono niente di buono; la situazione delle citta' palestinesi, dei campi e dei villaggi e' ogni ora sempre piu' grave. L'esercito ha in mente una rappresaglia tesa a soffocare la resistenza del popolo palestinese.

Si teme che la popolazione civile rimarra' coinvolta in questa offensiva in modo ancora piu' intenso della scorsa settimana.

In questi giorni, folte delegazioni internazionali si stanno recando nei territori palestinesi per portare avanti azioni di interposizione volte ad evitare il ripetersi delle violenze, e nello stesso tempo prestare una protezione e solidarieta'alla popolazione civile, soprattutto nei campi profughi.

Da qualche giorno oltre 30 persone provenienti da Italia, Germania, Svizzera e Stati Uniti sono presenti nel campo profughi di Deheishe - Bethlemme - e gia' da questa mattina gli e' stato impedito di recarsi a Jerusalemme.

Le strade quindi sono completamente bloccate, e i check point sono chiusi a qualsiasi movimento per chiunque.

Nelle ultime ore le Nazioni Unite e gli USA hanno ordinate l'evacuazione di tutti gli stranieri da Ramallah. Lo stesso Arafat tramite le televisioni internazionali ha dichiarato di temere per la sua stessa incolumita'.

La nostra presenza nei campi profughi e nei villaggi palestinesi e' in questo momento piu' che mai necessaria e chiediamo a tutte le associazioni, singoli e la societa' civile di fare pressione sui propri governi e le istituzioni internazionali affinche' l'esercito di Sharon venga fermato e non si ripeta l'inutile logica della rappresaglia.

Delegazione internazionale
Campo profughi Dheishe
IBDA Cultural Center


28 marzo 2002 - Attacchi imminenti nei territori

La presenza internazionale in palestina per la protezione e in solidarieta' con la popolazione palestinese e' oggi numerosissima e fortemente determinata a portare avanti azioni di interposizione per fermare l'esercito israeliano nel commettere ulteriori violenze e disumanita` a danno dei civili palestinesi.

L'escalation della tensione politica fra Israele e Palestina alla luce del fallimento del Summit di Beirut e dell'attentato di Netanya, fa prevedere ore drammatiche di attesa e di intensificazione della tensione.

Nelle ultime ore le Nazioni unite e il consiglio d'Europa hanno ordinato l'evacauzione di Ramallah che e' al momento circondata da una decina di carri armati. La popolazione civile sta facendo scorte di beni di prima necessita` prevedendo ore o addirittura giorni terribili senza potersi muovere dalle proprie case in vista di un invasione israeliana che, a questo punto, date le ultime dichiarazioni di Sharon, risulterebbe una completa invasione militare ancora piu intensa di quella delle ultime settimane.

Anche lo stesso Arafat ha comunicato via Al Jazera di temere per la sua incolumita' e ha incoraggiato una massiccia presenza internazionale a Ramallah, dove a partire dalle prossime ore si teme e si aspetta il peggio.

Le delegazioni internazionali hanno risposto alle richieste di protezione dell` ANP e dei Comitati Popolari palestinesi arrivando numerosissime qui in Palestina (si parla di circa un migliaio di persone provenienti da diversi paesi europei e dagli stati uniti).

Dopo il duro trattamento da parte delle autorita` israeliane agli areoporti, con minaccie di espulsione dal territorio israeliano,la delegazione di Action for Peace, composta da circa 600 persone e' riuscita a recarsi a Gerusalemme. Da li un gruppo dell'Ass. Ya Basta di circa 200 persone e` partito per Ramallah ed e' stato bloccato al check point di Kadalia, mentre un gruppo di francesi e svizzeri, guidati da Jose' Bove' e' riuscito ad entrate nella citta' palestinese. Dopo qualche ora il gruppo ha cercato di forzare il check point a mani alzate e in maniera non violenta, spostando i blocchi di cemento che gli sbarravano la strada. Non essendo riusciti nel loro intento il gruppo e' poi stato raggiunto da coloro che erano entrati a Ramallah, e insieme sono ritornati a Gerusalemme, annunciando una nuova mobilitazione al check point per domani mattina.

Nei territori palestinesi attorno a Betlemme fin dalla prima mattina la situazione era piu tesa del solito e i soldati israeliani hanno negato l'accesso a Gerusalemme ad una delegazione internazionale proveniente dal campo di Deheishe per recarsi ad una manifestazione organizzata dalle principali organizzazioni pacifiste israeliane e palestinesi.

La delegazione di cica 30 persone tra cui italiani, tedeschi e americani sono tutt'ora bloccati nel centro cuturale di IBDA nel campo profughi di Dheishe. Altri 60 attivisti Internazonali, parte dell ISM (International Solidarity Movement) e dell' GIPP (Grassroot International protection for the palestinan people) sono ora a Betlemme. Considerando la nuova sitiuazione politica e le tensioni in corso non sara` possibile seguire il programma di azioni stabilito dall'ISM in precedenza. Tuttavia domani mattina alle 8 saranno organizzati traning di azione diretta non violenta, legali, medici e sulla struttura del processso decisionale per preparare le azioni dirette non violente che avverranno nei prossimi giorni. L'idea e`quella di realizzare azioni dirette di fronte ai campi di Deheishe e Aida per fortificare le entrate ai check points e ritardare l'ingresso dei carri armati o di posizionarsi nelle case delle famiglie palestinesi all'interno dei campi per impedire all'esercito di entrare e commettere perquisizioni e violenze.

Il governo israeliano dopo aver annunciato il rifiuto del piano di pace saudita, per voce di Ben-Elezer ha convocato per stasera il Consiglio di Sicurezza, segno quindi allarmante della pianificazione di un prossimo attacco su vasta scala ai danni del popolo palestinese.

Giovedi' 28 marzo 2002
Betlemme, Palestina