Rassegna stampa e comunicati


UNA SALUTO AI CICLISTI DI “MASSE CRITICHE”


L’incontro di Roma con i partecipanti di Masse Critiche mi sembra una buona occasione per riflettere sui temi della mobilità sostenibile.

Una città che vuole combattere il traffico e migliorare la qualità dell’aria deve infatti cogliere con favore lo spirito propositivo suggerito da appuntamenti come la “biciclettata spontanea” che prenderà corso domani dal Colosseo.

Sono convinto del valore dimostrativo di questa iniziativa e sono vicino alle scelte ecologiche praticate da tutti i partecipanti di Masse Critiche.

Buona pedalata a tutti!


Dario Esposito
Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma


Più di mille bici a Roma.

Caos in centro, traffico bloccato: passano i ciclisti ecologisti

Articolo di MAURO EVANGELISTI

In molti li hanno applauditi, qualcuno si è arrabbiato, non è mancato perfino chi ha perso la pazienza, è sceso dal furgoncino che stava guidando e ha tentato di mollare qualche colpo proibito per farsi strada. Ieri pomeriggio il centro della Capitale è stato attraversato da mille ciclisti festosi, qualcuno era anche vestito da clown, altri usavano fischietti, trombette e tamburi, tutti erano armati da uno spirito gioioso, per lanciare un messaggio ecologista e chiedere città più vivibili e senza smog. Erano i partecipanti al ”Critical mass”, anzi all’”Assembramento casuale di masse critiche provenienti da ogni dove”, per festeggiare il secondo anno di vita di questo gruppo di azione che si oppone al traffico e propone l’utilizzo diffuso delle biciclette.

La traversata in bicicletta del gruppone è cominciata dal Colosseo per terminare a piazza del Popolo. Tappa dopo tappa, il traffico è impazzito, si sono causati rallentamenti, per esempio, in via del Tritone, in via Cola di Rienzo, ma anche Lungotevere e a via della Conciliazione. Alcuni dei partecipanti, provenienti anche dall’estero, dalla Francia e dalla Germania, per esempio, si sono perfino improvvisati vigili urbani per regolare il traffico (lo stesso hanno fatto comuni cittadini). A volte è stato anche necessario calmare quegli automobilisti che, disorientati per quanto stava succedendo, hanno perso la calma, fedeli al tradizionale stress abbinato alle quotidiane trappole rappresentate da code e ingorghi.

Il movimento Critical Mass aveva programmato tre giorni a Roma. L’happening era cominciato venerdì e proprio oggi si svolgerà l’evento conclusivo, che promette iniziative fin dall’alba, con conclusiva pedalata verso il mare. Ieri sera, invece, al termine della lunga incursione in bicicletta, alle 22 si è svolta una serata al centro sociale ex Snia Viscosa.

«Si festeggia un nuovo modo di spostarsi - hanno spiegato gli organizzatori nelle convocazioni via internet -, divertendosi e ridisegnando una città viva e vivibile. Contro le amministrazioni che privilegiano l'uso dei mezzi a motore con grande spreco di energie, ciclisti del mondo uniamoci».

Tratto da “il Messaggero” del 30 Maggio 2004.


Una splendida giornata...

Un fiume colorato di due ruote da piazza Venezia a piazza del Popolo al lungotevere. In bici con le bandiere della pace 1200 ciclisti alla Critical Mass.

Articolo di CECILIA GENTILE.

Ieri la città si è accorta che i ciclisti esistono e sono tanti. Sono quelli che ogni giorno, da soli, affrontano traffico e smog per andare al lavoro pedalando. Ma ieri, a muoversi per le strade di Roma, erano in 1.200, questo il calcolo effettuato dagli stessi partecipanti, un fiume colorato e pacifico che ha invaso il lungotevere, piazza Venezia, i Fori Imperiali, piazza del Popolo. Tutti venuti per la prima Critical Mass nazionale: da Milano, da Bergamo, da Napoli, da Catania, da Chiaravalle nelle Marche e soprattutto da Roma.

Un incontro apparentemente casuale in un luogo concordato, secondo la modalità ormai rodata del movimento, senza un percorso prestabilito, per riprendere possesso delle strade ogni giorno monopolizzate dagli automobilisti. “Noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico”, è lo slogan di Critical Mass, che da due anni si è sviluppata in Italia, importata dall'America, dove e nata nel 1992.

E stavolta macchine e pullman hanno dovuto arrendersi: ad ogni incrocio, ad ogni passaggio strategico, c'era sempre un gruppo di pedalatori a sbarrare la strada, per far passare il serpentone di biciclette, che hanno improvvisato girotondi anche a piazza Venezia, uno dei luoghi proibiti dal prefetto Serra per i cortei.

“Non bisogna demonizzare le macchine - dice Luca Esposito, di Milano - bisogna solo saperle usare. lo sono un ciclista e un automobilista insieme. Con la bici mi muovo in città e faccio 14.000 chilometri all'anno. Con la macchina copro lunghi spostamenti, fino a 68.000 chilometri all’anno”. "Cosa ci guadagno a spostarmi in bici? - spiega Luciano Piochi da Napoli - ci metro meno tempo, posso fermarmi a prendere una sfogliatella quando voglio senza il problema di trovare posto alla macchina». Racconta Luigi Riccardi, presidente della Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta, venuto a Roma per la pedalata: “I censimenti che abbiamo organizzato a Milano dimostrano che i ciclisti urbani stanno aumentando: nel 2002 erano 21.800, 25.000 nel 2003, 30.000 nel 2004. E' ora di considerare la mobilità ciclistica una componente importante del traffico urbano”.

In attesa che nella capitale compaia una rete di percorsi ciclabili e sia possibile caricare le bici sulle metropolitane anche nei giorni feriali, ognuno si organizza come può. Fausto Tufo, per esempio, fa il dirigente di banca, pedala da Torraccia a Rebibbia con la sua bici che si piega in due fino a diventare grande come una valigetta, la carica sulla metro, scende alla stazione Laurentina e mette la bicicletta sotto la scrivania.

Ma per chi era ieri a Critical Mass, la bicicletta e prima di tutto uno stile di vita. Non a caso sotto i sellini c'erano le targhe con la scritta "no oil" e tra le bici sventolavano le bandiere arcobaleno della pace.

Tratto dalla Cronaca di Roma de “la Repubblica” del 30 Maggio 2004


Milano, 27 maggio 2004

comunicato stampa

ANCHE LA FIAB AL GRANDE CRITICAL MASS DI ROMA
LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE LUIGI RICCARDI
"SONO IN AUMENTO I CICLISTI URBANI. E' ORA CHE
LE ISTITUZIONI SE NE ACCORGANO"

Sabato 29 maggio a Roma al primo grande raduno di Critical Mass, parteciperàanche una delegazione Fiab. Sarà guidata da Luigi Riccardi, Presidente della
Federazione Italiana Amici della Bicicletta.
Per l'occasione Riccardi ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Negli ultimi due anni, nelle aree urbane si è verificato un consistente
aumento del numero dei ciclisti quotidiani, anche là dove non si sta facendo
nulla per fare circolare meglio e più in sicurezza le biciclette. Ad
esempio, i censimenti del traffico ciclistico in entrata e uscita nel centro
storico di Milano - organizzati dalla FIAB di questa città - mostrano un
aumento della circolazione delle biciclette del 16,8% nel 2003 sul 2002 e
del 22% quest'anno rispetto all'anno scorso: in valori assoluti, si è
passati da 21.800 ciclisti quotidiani nel 2002 a 25.000 ciclisti nel 2003
ai 30.000 ciclisti registrati nel censimento dello scorso 19 maggio.

Il motivo di fondo di questo aumento è abbastanza semplice: sono sempre di
più i cittadini che si rendono conto che, per poter circolare in città , la
bicicletta è un mezzo utile e agile per battere il traffico motoristico.

Si tratta di una acquisizione di consapevolezza della efficienza
trasportistica della bicicletta, e quindi della sua convenienza, nell'
ambito urbano, dovuta - oltre che alla crisi permanente del traffico
automobilistico nelle città - anche al lavoro più che decennale delle
organizzazioni locali della FIAB per contribuire a migliorare traffico e
ambiente urbano con la bicicletta; ed anche alle forme nuove di promozione
come i raduni periodici delle critical mass in alcune città italiane, per le
quali vi è stata una amplificazione positiva dei media.

La FIAB dunque vede bene queste nuove forme di manifestazione a favore della
bicicletta che si rivolgono direttamente alla società civile più che alle
istitutuzioni pubbliche.

Ecco perché molti di noi partecipano alle critical mass locali e perché
saremo presenti alla grande critical mass nazionale - e lo sarò anch'io
personalmente - che si effettuerà a Roma sabato 29 maggio.

Il grande concentramento nella capitale dei ciclisti provenienti da tutto il
Paese sarà una importante occasione per attirare ulteriormente l'attenzione
dell'opinione pubblica e delle istituzioni sull'importanza e sul ruolo della
mobilità ciclistica; insomma per segnalare inequivocabilmente che i ciclisti
urbani esistono, che rivendicano spazio, che chiedono un passo indietro
alla motorizzazione di massa nelle città".


Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
Tel. 3200313836
Fax 0805236674
stampa@fiab-onlus.it


Corriere della Sera on-line

Tre giorni di passeggiate senza méta: è la «democrazia su 2 ruote»
Tutti in bicicletta: è la Critical Mass


Una carovana di biciclette che sfila per le vie della città. Giovani, adulti, mamme, bambini. Alcuni armati di fischietto. Altri con il cartello «no oil» in bella vista sulla due ruote. E' la Critical Mass, «CM», in breve. Pedalata collettiva che si ripete una o più volte al mese in una trentina di città italiane. E che questo weekend approderà in versione nazionale a Roma, dove si terrà la «Ciemmona», il primo raduno dei cicloattivisti italiani, l'apice di un fenomeno nato in sordina e diffusosi a macchia d'olio.

In bicicletta nel mondo clicca su una foto
LA STORIA - Tutto è cominciato a San Francisco, in California, nel settembre del 1992, quando un gruppo di ciclisti ha iniziato a girare per le strade della metropoli, a dispetto del traffico automobilistico. Erano una quarantina, oggi sono centinaia. Da lì la CM si è diffusa in altre località degli Stati Uniti, fino a conquistare più di duecento città in tutto il mondo: si va da Berlino, a Londra, a Parigi in Europa, da New Delhi, a Bombay, a Tokyoin Asia, da Melbourne a Sydney in Australia, per arrivare a Johannesburg in Africa. Il nome è stato coniato da Ted White, autore del documentario «Noi siamo il traffico!», pubblicato in Italia da Shake Edizioni.

CINESI - In un precedente video, infatti, il regista, commentando le immagini di alcuni ciclisti cinesi che, prima di attraversare gli incroci, aspettavano di raggiungere un numero sufficiente, aveva usato l'espressione «massa critica». In Italia, a parte un esperimento caduto nel nulla nel 1999 a Pisa, la prima biciclettata di gruppo si è svolta a Milano nel 2002. Nel capoluogo lombardo, il gruppo «Graziano Predielis» (nome collettivo dei «massisti» meneghini, scelto in ricordo di un ciclista di Este morto investito da una macchina nel 2002) si ritrova tutti i giovedì sera in piazza Mercanti. «La prima volta eravamo una ventina - raccontano alla ciclofficina autogestita del centro sociale Bulk, dove si riparano gratuitamente le bici -. Oggi siamo più o meno 150. Ma abbiamo raggiunto anche cifre più alte: per esempio alla "ciclonudista" dello scorso 29 giugno, pedalata con bagni nelle fontane, eravamo in 600, e alla Cop9 del 6 dicembre quasi duemila».

BASE POLITICA - Ad aderire sono le persone più diverse: «La CM non ha una base politica, se non nel senso di evento che interessa la "polis". Ognuno partecipa autonomamente, rappresenta solo se stesso». Gli altri raduni si tengono a Bergamo, Firenze, Bologna, Palermo, Catania, Cagliari e così via dal nord al sud dello Stivale. Un successo dovuto al passaparola, a Internet (dove i militanti del velocipede comunicano tramite la mailing list di Inventati.org/criticalmass) e alla costante produzione e distribuzione di volantini promozionali realizzati "in casa".

ABBASSO LE MACCHINE - L'auto-organizzazione è una delle caratteristiche principali del pianeta CM. «Non c'è un collettivo che decide per tutti - continuano al Bulk -. La CM non è un'associazione, non ha leader. E' una "coincidenza non organizzata", a cui capita che partecipino più o meno persone. Tutto ciò che facciamo è pedalare». In questo modo, però, i cicloattivisti conseguono uno scopo ben preciso: creano uno spazio pubblico inatteso, in cui rappresentano, per una volta, la maggioranza e possono quindi circolare in pace. Più o meno, perché a ostacolarli ci sono gli automobilisti. «Spesso, quando passiamo, li salutiamo: è la nostra "operazione simpatia". Loro reagiscono nelle maniere più diverse: chiedono divertiti che cosa sta succedendo oppure suonano il clacson. Noi andiamo avanti. Il nostro motto è: "Noi non blocchiamo il traffico. Noi siamo il traffico!"».

IL RADUNO NAZIONALE - Ora è giunto il momento della «Ciemmona». L'appuntamento - anticipato venerdì 28 maggio dalla consueta CM romana a cadenza mensile - è per sabato 29 alle 17 al Colosseo. Il percorso non è stato stabilito né mai lo sarà: "Non abbiamo chiesto un permesso al Comune - spiega Luca «Espy», portavoce del collettivo BiciG8 (che promuove viaggi e cicloturismo militante) e curatore del libro «Manuale di sopravvivenza ciclica urbana», edito da Terre di Mezzo -. Come di consueto la pedalata sarà guidata a turno dai partecipanti, da quelli che hanno voglia di mettersi davanti e decidere dove andare. Il bello di Critical Mass è proprio questo: non è una manifestazione organizzata da partiti e da sindacati, ma dalla gente. E' una conquista per la democrazia partecipata dal basso».

META FINALE - Certa, invece, la meta finale: la ciclofficina popolare Don Chisciotte, nel centro sociale ex Snia (via Predestina 173). Qui andrà in scena «Ciclonica», monologo per donna in bicicletta di Soledad Nicolazzi, si terranno concerti e dj set, e sarà attrezzata un'area campeggio dove i cicloattivisti potranno dormire in attesa della nuova pedalata di domenica 30, che da piazzale Ostiense li porterà nientemeno che sul Mar Tirreno.

Raffaella Oliva



questo e' l'articolo del tempo...!?!?!

che fantasia sti giornalisti....


MIGLIAIA di ciclisti in fila indiana hanno intasato ieri nel tardo
pomeriggio praticamente tutta via ...
... Cola di Rienzo, una delle strade dello shopping, bloccando le
macchine ai semafori e paralizzando il traffico nell’intero quartiere
Prati e poi in centro.
La manifestazione, annunciata su Il Tempo nei giorni scorsi, è il
cosiddetto «Critical Mass», periodicamente messo in atto da alcuni gruppi
di ciclisti vicini ai centri sociali ecologisti.
Sotto lo slogan «Noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico»,
i contestatori su due ruote ieri hanno attraversato tutta la città, da
piazza del Popolo fino al Colosseo, bloccando tutti gli incroci e facendo
impazzire il già difficile traffico del sabato pomeriggio.
I partecipanti, qualcuno anche con vestiti da clown, biciclette non tutte
di ultimissimo tipo, hanno attraversato a bassa velocità le strade della
Capitale ma in numero molto superiore alle precedenti manifestazioni di
questo tipo.
In molti punti i romani, almeno quelli che passeggiavano per fare
compere, hanno applaudito il corteo. Molto più infastiditi ovviamente gli
automobilisti, bloccati per diverso tempo ai semafori. Preccupazione
anche per le forze dell’ordine quando i «cortei» di biciclette si sono
avvicinati ai cosiddetti obiettivi sensibili in centro. E oggi, stando
almeno ai proclami che si leggono sui siti web del Critical Mass Italia,
si replica.

Corriere della Sera di domenica

Migliaia di ciclisti in fila indiana hanno intasato tutta via Cola di Rienzo, bloccando le macchine ai semafori e paralizzando nel tardo pomeriggio di ieri il traffico nelle vicinanze del Vaticano. Si tratta della manifestazione Critical Mass, periodicamente messa in atto da gruppi di ciclisti amanti della natura e contrari a qualsiasi forma di traffico. I ciclisti hanno attraversato la città da piazza del Popolo fino al Colosseo bloccando gli incroci e facendo impazzire il già difficile traffico del sabato pomeriggio. I partecipanti, qualcuno anche vestito da clown, erano molti di più rispetto alle precedenti manifestazioni. In alcuni punti i romani che passeggiavano per fare compere hanno applaudito, molto infastiditi gli automobilisti bloccati ai semafori